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Dignità umanaDai valori europei, ai diritti degli animali: un dibattito sul benessere animale

05/12/2022
Il quadro di quanto l’Europa ha fatto e quanto resta da fare affinché sia riconosciuto una volta per tutte che gli animali provano piacere e dolore, amano la vita o soffrono, e noi con loro. È anche su questo che misuriamo la salute delle nostre democrazie

Libertà dalla fame e dalla sete; libertà dal disagio; libertà da dolore, lesioni e malattie; libertà di esprimere un comportamento normale; libertà dalla paura e dall’angoscia: sono le Cinque Libertà che l’Unione europea ha riconosciuto agli animali in oltre 40 anni di evoluzione legislativa (https://food.ec.europa.eu/animals/animal-welfare_it), con la stretta collaborazione degli Stati membri, sviluppando regole generali e i più elevati standard internazionali per la protezione degli animali. È, infatti, con l’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:12012E/TXT) che avviene il riconoscimento degli animali quali esseri senzienti.
Eppure gli orientamenti giuridici prevalenti hanno sempre sostenuto che previsioni come quella dell’art. 13 TFUE non costituissero una base giuridica per l’azione dell’UE in materia di benessere degli animali, relegata solamente al quadro di un elenco di politiche specifiche dell’UE.

Qualcosa è cambiato
La specificità delle competenze per materia non ha impedito tuttavia all’Unione di agire fino in fondo in questi settori, pensiamo per esempio al trasporto. Non ha impedito neanche al Parlamento di esprimersi su molte questioni, pensiamo per esempio alla corrida. Inoltre la Commissione può, in alcuni casi, elaborare orientamenti.
Molti Stati membri hanno recepito le più importanti evoluzioni sul benessere e la tutela degli animali: l’Italia ha modificato la Costituzione nel 2022 introducendo agli articoli 9 (https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-9) e 41 “la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”, quali principi fondamentali. Da qui discende l’obbligo del legislatore di stabilire i modi e le forme di tutela degli animali. Non solo, è il primo riconoscimento dei diritti degli animali.
Come ha dichiarato a riguardo l’Onorevole Filippo Maturi: «Non è un punto d’arrivo, ma solo un punto di partenza: occorre varare al più presto leggi che prevedano finalmente pene severe, ma soprattutto certe per chi maltratta gli animali. Lotta al randagismo tramite una massiccia campagna di sterilizzazione, chiusura dei circhi con animali, riconoscimento dello status di esseri senzienti degli animali, sono solo alcune delle priorità che non possono più aspettare».
Se ne discuterà l’11 dicembre prossimo nel corso del dibattito “Animal Welfare: Per Therapy and Therapy for pets”, promosso da Gruppo ID, cui interverranno associazioni, esperti del settore, studiosi. Vi si affronteranno i principali temi del dibattito culturale europeo, ma si tratterà anche delle  emergenze quotidiane che patiscono gli animali e chi se ne occupa, di quelle che vivono le famiglie nell’accudirli, delle possibili soluzioni alle sfide che affrontano le amministrazioni pubbliche nel garantire i servizi.

Una questione globale
Molti temi sopra delineati sono necessari ad affrontare importanti sfide per l’umanità.
Proprio il traffico illegale di fauna selvatica, di animali da compagnia e di specie di flora è agevolato dall’uso malevolo e ingannevole delle piattaforme online (https://ec.europa.eu/research-and-innovation/en/horizon-magazine/new-digital-tools-track-illegal-wildlife-trade-online), in particolare offerte di vendita sospette sui social media. E non è un caso che sotto questo aspetto il legislatore europeo abbia già richiesto delle modifiche del Digital Markets Act (DMA), del Digital Service Act (DSA) e il futuro Data Act, per meglio regolare tali aspetti.
Queste attività sono un rischio per la sicurezza dei cittadini europei, ma sono anche causa di sofferenza per gli animali e una delle principali cause che alimentano il triste fenomeno del randagismo.

Alcune azioni intraprese nel corso della legislatura
In una proposta di risoluzione è stata chiesta la fine del traffico illecito online di animali e piante nell’Unione europea e l’istituzione dell’anagrafe europea degli animali (https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/B-9-2022-0330_IT.html). In particolare è stata invitata la Commissione a sviluppare linee guida o requisiti specifici per i venditori per dichiarare lo stato legale della specie in vendita; a predisporre un quadro legislativo idoneo allo scopo di combattere la criminalità informatica e il traffico illegale online contro la fauna e la flora; a istituire l’anagrafe europea degli animali e migliorare gli strumenti e la raccolta di set di dati critici per ottenere metodi scalabili, affidabili, sistematici e ripetibili per rilevare automaticamente il crimine informatico sugli animali.
In una recente interrogazione (https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-9-2022-002238_IT.html), inoltre, la Commissione europea è stata interpellata sulla necessità di un divieto di commercio di cani e gatti verso paesi che ammettono la macellazione e il consumo della loro carne.
Sul punto la Commissione europea ha affermato il proprio impegno: “La Commissione si adopera tuttavia per quanto possibile al fine di promuovere le norme e le migliori pratiche dell’UE in materia di benessere degli animali a livello internazionale, anche nel quadro dell’Organizzazione mondiale per la salute animale”.

Conclusione
Sono ancora tanti gli obiettivi per raggiungere una società più giusta e prospera anche per gli animali.
Innanzitutto agire affinché non rimangano inascoltati gli oltre 150 eurodeputati e più di 140.000 cittadini che hanno espresso il loro sostegno alla campagna #EUforAnimals (https://www.euforanimals.eu/it), promossa da oltre quaranta organizzazioni per la protezione degli animali in tutta l’UE, che chiede che venga data maggiore rilevanza al benessere degli animali rendendo esplicita questa responsabilità nella denominazione della Direzione Generale e nella qualifica del Commissario UE competente. Nel contesto attuale, la responsabilità del Commissario diventerebbe per “Salute, sicurezza alimentare e benessere degli animali”.
Più in generale ribadire l’impegno a fianco dei cittadini e delle associazioni affinché sia riconosciuto una volta per tutte che gli animali provano piacere e dolore, amano la vita o soffrono, e noi con loro. È anche su questo che misuriamo la salute delle nostre democrazie.

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