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RipresaL’Italia dei lanciatori spaziali

03/22/2021
La competitività tecnologica dei lanciatori offre all'Europa un ruolo di leva per garantirsi l'accesso autonomo allo Spazio. Ma occorre il sostegno degli Stati

Presidente Roussel (Ariane Group) come si pensa in Europa di contrastare la concorrenza dei lanciatori riusabili prodotti dalle aziende commerciali americane e dagli altri tipi di lanciatori russi, cinesi e indiani in modo sostenibile?” (Anna Bonfrisco, Sottocommissione sicurezza e difesa, 30 Novembre 2020) – La risposta indiretta di Elon Musk: “They are aiming too low. Only rockets that are fully & rapidly reusable will be competitive. Everything else will seem like a cloth biplane in the age of jets”.

Come ci ricordano Michael Sinclair e Mir Sadat nel loro articolo A Pentagon strategy for elevating the Space mission, lo Spazio è da intendere come un’infrastruttura critica che garantisce numerosi servizi allo Stato e ai cittadini: comunicazioni, accesso ad Internet, navigazione e geolocalizzazione di precisione, sorveglianza, osservazione della terra, funzionalità e operatività della difesa (terra, aria e mare), ricerca sul clima, monitoraggio degli accordi di non proliferazione e raccolta di informazioni e di dati. Un concentrato di competenze. Preparare e mettere in opera le politiche dei governi dell’Unione europea in materia di Spazio, quindi, assume un rilievo di primo piano in termini di innovazione, produzione, occupazione, concorrenza, ripresa e pianificazione del futuro post crisi pandemica.

Si pone esattamente in quest’ottica il settore dell’industria commerciale spaziale dei lanciatori, con il suo driver globale assoluto identificabile nel carismatico imprenditore statunitense Elon Musk (e Jeff Bezos). Ed è qui che l’azienda italiana AVIO con il suo lanciatore VEGA gioca un ruolo di leva per garantire a tutta Europa l’accesso autonomo allo Spazio.

Un ruolo pivotale svolto a sostegno degli altri campioni europei, soprattutto di ArianeGroup.

Una riflessione e una visione comune come risposta tecnologica e industriale europea al deterioramento delle condizioni del mercato dei lanciatori

Nella dichiarazione italo-francese sullo Spazio, siglata al MISE il 19 marzo 2021 (Franco-italian declaration on the future of the european space launchers), si afferma che Italia e Francia condividono la visione di una futura famiglia di lanciatori europei da sviluppare tecnologicamente e industrialmente insieme, in modo complementare e coordinato. Italia e Francia sono convinte che una forte sinergia nella propulsione tra tutti gli elementi di una futura famiglia di lanciatori, dal più pesante al più leggero, sarà un fattore chiave per la competitività dei futuri lanciatori europei. Entrambi i Paesi concordano sulla necessità di una ripartizione equilibrata e coordinata delle attività industriali tra Italia, Francia e Germania per la futura produzione di questa famiglia di motori europei a propulsione liquida.

Le premesse di tale cooperazione industriale e tecnologica in un quadro comune franco-italiano servono per affrontare le conseguenze della crisi sanitaria sull’industria dei lanciatori e costruire una visione strategica condivisa sul futuro dei lanciatori europei. I soggetti parte di questo quadro comune di soluzioni sono l’Agenzia spaziale europea, la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE.

Del resto, anche il commissario Thierry Breton, nella sua risposta durante un’altra audizione, ha dichiarato che l’accesso autonomo allo spazio per l’Europa è cruciale e che le imprese europee vanno sostenute con finanziamenti così come fanno Stati Uniti, Cina, India e Giappone, nel rispetto della parità di condizioni di concorrenza (level playing field – addressing distortive effects of foreign subsidies, in particular in relation to public procurement).

Ancora a questo proposito, nell’ambito dell’audizione in sottocommissione sicurezza e difesa del Parlamento Europeo sulle prospettive per il settore della difesa spaziale della UE, André-Hubert Roussel, presidente di Eurospace, AD Ariane Group si è espresso sulla competitività dei lanciatori europei, Dirk Hoke, amministratore delegato, Airbus Defence and Space ha fornito raccomandazioni per mantenere la leadership, Matthias Petschke, direttore della direzione Spazio, DG DEFIS, EC si è concentrato sulle potenzialità del Fondo Europeo per la Difesa e sulle sinergie.

L’Europa e i suoi campioni stanno iniziando a “dare fuori di testa” per il predominio del lanciatore SPACE X e già nel Libro Bianco del 2003 si possono tracciare i semi dello sviluppo di un’autonomia strategica comune europea sotto forma di processo decisionale autonomo e informato e di autonomia e indipendenza tecnologica (UE, l’ESA, agenzie spaziali nazionali e industrie nazionali): “Europe must combine autonomy in strategic areas with co-operation in others. Where it collaborates, Europe must be a strong partner“.

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