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AtlantismoUn approccio comune all’implementazione della Difesa europea

03/19/2021
Una soluzione per la pianificazione europea e per l’industria della difesa: un organismo già esistente come OCCAR «in grado di sovrintendere agli appalti pubblici e in generale alle attività di approvvigionamento con procedure competitive»

«Gli Stati membri stanno provando a cambiare pelle, a mutare, al fine di pianificare una Difesa non solo sulle esigenze nazionali, ma anche cooperative, che diventi progressivamente europea e che difenda, protegga e promuova gli interessi dell’Unione nel mondo», riassume l’europarlamentare Anna Cinzia Bonfrisco alla Sottocommissione per la sicurezza e la difesa (SEDE), nel corso dell’audizione sulla pianificazione e sugli appalti della difesa nell’UE che propone, appunto, un approccio comune (16 marzo 2021). La messa a fuoco della Difesa europea procede con estrema gradualità. Il Fondo europeo per la difesa (FDE), recentemente approvato, è un piccolo passo avanti: 2,6 miliardi di euro riservati alla ricerca e 5,3 per progetti di sviluppo. Ma occorre capire come spendere i denari europei per gli approvvigionamenti, in particolare per le missioni UE o per i grandi programmi europei di sviluppo industriale della difesa, come il drone europeo MALE RPAS e l’architettura software radio di sicurezza ESSOR.

Bonfrisco ha individuato l’organismo OCCAR (Organizzazione Congiunta per la Cooperazione in materia d’Armamenti), «in grado di sovrintendere agli appalti pubblici e in generale alle attività di approvvigionamento, con procedure competitive e non, nel settore della difesa e infine alla pianificazione strategica della Difesa nell’Unione Europea e delle capacità militari e dual-use di cui le forze armate degli Stati membri si dovranno dotare».

OCCAR (http://www.occar.int/21-what-does-occar-do), fondata nel 1993, ha chiara vocazione europea e conta tra i suoi membri gli Stati dell’Unione più attivi dal punto di vista di investimenti nel settore della difesa, collabora con i principali player nello scenario della difesa europea come l’EDA (o le Agenzie di procurement della NATO) per i maggiori programmi militari in corso come il quadrimotore da trasporto A400M, l’elicottero d’attacco Tiger o il veicolo trasporto truppe Boxer. «OCCAR può rappresentare una buona base di partenza per sviluppare un sistema di appalti pubblici dell’Unione che integri e sostenga la pianificazione delle acquisizioni di sistemi per la difesa nell’Unione Europea. E può diventare la scelta privilegiata come Agenzia per il procurement dei sistemi per gli Stati dell’Unione».

Tra gli Stati fondatori di OCCAR con Francia, Germania e Italia, c’è anche il Regno Unito «che rappresenta una delle capacità più efficienti di difesa militare oggi perduta dalla Difesa europea, a seguito della Brexit. Italia e Regno Unito, con la Svezia, sono partner nella produzione del Tempest, il nuovo caccia europeo di sesta generazione».

La politica e l’industria rispondono con cautela, ma in prospettiva condividono la posizione dell’europarlamentare italiana. «Non ci sono condizioni per gare d’appalto comuni, ma occorre una riflessione collettiva per razionalizzare gli acquisti dei sistemi necessari per la UE, a lungo termine. OCCAR è un buon strumento di gestione», afferma François Arbault, direttore della neocostituita Direzione generale DEFIS (https://ec.europa.eu/info/departments/defence-industry-and-space_it), responsabile della politica dell’UE in materia di industria della difesa e spazio. «OCCAR può diventare l’agenzia di acquisti UE e svolge già questo ruolo per certi acquisti. Lo schema si potrà ripetere e si dovrà andare verso questo tipo di mercato pubblico che sembra comune. Bisognerà adottarlo per i prossimi appalti su programmi comuni», è il parere di Edouard Simon, direttore dell’istituto francese per gli affari strategici e internazionali (IRIS).

Secondo Bonfrisco occorre «incentivare gli Stati Membri a far convergere le loro pianificazioni di difesa in questo senso cooperativo».

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