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Public diplomacyIl multilateralismo della UE e la sfida pandemica

04/14/2021
I capisaldi del multilateralismo della UE si sono scontrati con “fughe” bilaterali o nazionalistiche e le carenze dell’OMS. Per Bonfrisco “il tema dei vaccini è ormai un conclamato elemento di geopolitica”

“Il multilateralismo promosso dal dopoguerra a oggi è ancora lo strumento migliore per assicurare il benessere ai cittadini europei del XXI secolo. Va però salvaguardato da modelli emergenti e crescenti di autoritarismi che non possiamo condividere, e che dobbiamo combattere anche nell’ambito delle organizzazioni multilaterali. Il G20, forse, consente di sviluppare in ambito euroatlantico quella collaborazione tecnologica che riuscirà a metterci al riparo dal pericolo cinese”, l’ha affermato l’europarlamentare della Lega Anna Cinzia Bonfrisco durante l’audizione del segretario generale del servizio esterno dell’Ue Stefano Sannino e del direttore della DG International Partnerships, Koen Doens in Commissione Esteri del Parlamento Europeo. 

Lo scorso 17 febbraio la Commissione e l’Alto rappresentante Josep Borrell hanno presentato una nuova strategia per rafforzare il contributo dell’UE al multilateralismo basato su regole.

La comunicazione congiunta (https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/93292/joint-communication-european-parliament-and-council-strengthening-eu%E2%80%99s-contribution-rules_en) illustra le aspettative e le ambizioni dell’UE nei confronti del sistema multilaterale e suggerisce di far leva su tutti gli strumenti a disposizione dell’UE, compreso l’ampio sostegno politico, diplomatico e finanziario, per promuovere la pace e la sicurezza mondiali, difendere i diritti umani e il diritto internazionale, promuovere soluzioni multilaterali alle sfide globali.

La crisi del Covid-19 è globale con ripercussioni enormi sulla salute, sull’economia, sugli stili di vita”, secondo Sannino. Da una parte questo ha portato sforzi di collaborazione come il progetto Covax dell’Oms, dall’altra ha esacerbato fenomeni come il nazionalismo in materia di vaccini, la diplomazia delle mascherine e, come molte altre sfide di natura globale, dobbiamo sciogliere i nodi della crisi soltanto attraverso il multilateralismo e la cooperazione internazionale. Nel documento sono elencati alcuni capisaldi. La priorità è la ripresa dopo la pandemia covid-19, che deve essere green, in linea con le priorità della UE. Poi la definizione di valori e norme universali; lo sviluppo dell’importanza geopolitica, la riaffermazione della centralità delle Nazioni unite per sostenere la pace, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile. Il partenariato con altri Paesi, organizzazioni ed enti, anche a livello regionale, deve essere forte e deve sostenere il rispetto dei diritti umani e la democrazia. Il partenariato deve comunicare con una voce unica, per massimizzare il suo ruolo e la sua influenza e deve saper concretizzare con azioni mirate”.

“Un forte partenariato richiede un approccio più deciso”, secondo Doens, “e servirebbe un rapporto più stretto con le organizzazioni internazionali. Per la diplomazia vaccinale c’è chi ottiene molto credito con azioni bilaterali e invece come UE vogliamo mobilitarci a livello multilaterale. Occorre agire con maggiore spirito di squadra e ci vuole più Europa nel sistema multilaterale, ma solo con il sostegno dei Paesi membri è possibile arrivare a partenariati forti”.

A proposito di vaccini, ecco ancora Bonfrisco: “Tra i tanti argomenti, il tema dei vaccini è oramai un conclamato elemento di geopolitica. Le inefficienze dell’Oms durante la gestione della pandemia vanno risolte con una profonda riforma, richiesta ormai da più parti. Sostengo convintamente la richiesta di Taiwan e chiedo il massimo impegno del Team Europa perché appoggi la richiesta di partecipazione di Taiwan al World Health assembly come osservatore e a tutte le attività dell’Oms. Il Team Europa è tra i principali contributori degli organismi multilaterali, ma non possiamo solo pagare: occorre passare da ‘payer’ a ‘player’. Solo così potremo contenere la estesa e pericolosa azione della Cina all’interno degli organismi multilaterali in una rinnovata e determinata alleanza euroatlantica e con tutti quei paesi che condividono i nostri valori di libertà e democrazia”.

“Quando parliamo di maggiore efficienza per affrontare la pandemia, questa o le prossime”, ha risposto Doens, “l’Oms ha un ruolo fondamentale, ma ci sono altre questioni come l’alleanza per i vaccini, il fondo internazionale per lottare contro la malaria, l’agenzia dell’Unicef, il fondo globale, ci sono molti attori. Quando parliamo di riforma dell’Oms, vogliamo che ci sia maggiore possibilità di cofinanziamento per aiutarla a svolgere meglio il proprio compito, per rafforzare la capacità di risposta sanitaria. Anche a livello nazionale e regionale: abbiamo fatto sì, per esempio, che il centro europeo per la prevenzione delle malattie cooperasse con quello africano e così con l’agenzia dei medicinali. La riforma dell’Oms non deve essere vista come elemento isolato. Dobbiamo rafforzare la produzione dei vaccini e abbiamo preso contatto con tutti gli attori. Dobbiamo parlare all’unisono e avere una voce unica. Questo è collegato con il finanziamento: non soltanto destinarlo, ma anche utilizzarlo. Sempre più persone vedono i pericoli di un sistema non basato su norme multilaterali. L’elemento politico deve essere messo in campo per creare alleanze, per avere influenza maggiore. La visibilità è un fatto concreto: il progetto Covax ha prodotto risultati e ci deve essere visibilità e riconoscimento quando c’è la consegna dei vaccini. Per molto tempo abbiamo pagato, ma non abbiamo avuto visibilità, più ‘player’ e meno ‘payer’”.

L’europarlamentare Bonfrisco ha chiesto se “esistano formulazioni di governance globale che divergano, che sono lontane dalla proposta europea di multilateralismo”. “L’essenza della comunicazione”, ha risposto Sannino, “è la sua capacità d’influenzare il sistema multilaterale: il mondo non deve essere regolato dai più forti e serve una base di norme per bilanciare i poteri. Sulla base dell’economia di mercato e delle libertà individuali. Non dobbiamo temere di difendere la visione e i valori e dobbiamo unire le forze con i Paesi che li condividono. Questo in un momento in cui uno dei nostri alleati principali aveva messo in discussione il multilateralismo e andava piuttosto verso una dimensione multipolare. Adesso però vediamo che la nuova amministrazione statunitense ha un coinvolgimento molto maggiore. UE deve essere consapevole dei suoi punti di forza e di debolezza. Un forte partenariato deve essere con partner forti, riguarda altri partner come il Canada, l’India, il Giappone. Dobbiamo sviluppare una strategia indopacifica di più ampio respiro, con elementi che riguardano la connettività, molto importante. Poi ci sono le relazioni con le organizzazioni regionali come l’Unione Africana e l’Associazione del Sud-Est asiatico. L’unità dell’Unione Europea tra i 27 membri non è sempre facile, ma dobbiamo fornire una posizione che risulti unica e unificata e utilizzare tutti gli strumenti per farlo. Oltre l’unità, occorre coordinamento del Team Europa. Il processo può essere svolto con il coinvolgimento della diplomazia parlamentare e della società civile. Dal basso all’alto e dall’alto al basso sono direzioni che si integrano. È una questione da affrontare nella conferenza sul futuro dell’Europa. Le sfide e le crisi richiedono cooperazione perché i singoli Paesi non possono affrontarle da soli”. (https://multimedia.europarl.europa.eu/it/committee-on-foreign-affairs_20210412-1345-COMMITTEE-AFET_vd)

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